Alek si avvicina a Elmira con passo deciso. "Aspettami qui", le dice, ma Elmira non è d'accordo: "Non voglio! Non andare da solo!"
Alek allunga la mano e crea una sorta di sfera di cristallo: "Da qui potrai vedere tutto. Promettimi che resterai qui."
Elmira lo guarda preoccupata per un istante: "E tu promettimi che tornerai da me!"
"Lo prometto. Tornerò da te sano e salvo!"
Detto questo Alek esce di casa e si dirige verso il luogo dove un'energia oscura sta per atterrare. Quando arriva sul posto sente l'aria intorno a lui farsi più pesante, il cielo si annebbia. In lontananza, una palla di oscurità si avvicina a grande velocità. Quando tocca terra, a pochi metri da lui, si apre un piccolo cratere e una zona d'ombra si espande immediatamente formando un'ampia zona di morte: le piante vicine diventano nere, appassiscono, l'atmosfera si fa cupa e opprimente.
Dal cuore di quell'oscurità emerge un servitore del Mietitore, una figura bassa, curva come se avesse cent'anni: "Scappare è inutile... dovresti essere già morto!" grida, scattando subito verso Alek, senza attendere o aspettarsi una risposta. Ma Alek resta fermo, calmo. Quando il servitore è quasi sopra di lui, il corpo di Alek viene avvolto da fiamme ardenti ma stabili, il servitore lo attraversa senza riuscire a toccarlo. Alek si gira verso di lui, gli occhi che si intravedono attraverso il fuoco sono bianchi, la voce che lo attraversa è come tremolante, non per paura, ma per la forza del fuoco che distorce anche quella: "Tu non sei come il Mietitore. Sei solo un inetto al suo servizio."
Il combattimento esplode. Il servitore usa l'acqua per colpire Alek, ma il fuoco di Alek si spegne e una presenza prende forma tra loro: Alek ha appena creato una barriera gravitazionale molto potente che ferma l'acqua e, con grande forza, Alek la scaraventa contro il suo avversario che viene spinto all'indietro. In questo mondo, anche l'acqua è letale: può facilmente tranciare in due anche la pietra più resistente.
Alek urla: "Facciamola finita!" Poi, con un gesto deciso, usa il potere della terra: un pilastro enorme spunta dal suolo e scaraventa il servitore in aria. Alek si posiziona dietro di lui e lo colpisce con una forza disarmante, lanciandolo contro il pilastro stesso, che si frantuma per l'impatto. Si crea un cratere più grande di quello causato dall'arrivo del servitore. Ciò sottolinea la differenza di potenza.
Alek lancia un fulmine verso il servitore, ma lui si è già spostato e ora cerca di colpirlo con altri getti d'acqua. Alek, serio, si teletrasporta rapidamente alla destra del servitore e, afferrandolo per il collo, il corpo del servitore viene trafitto dall'interno da cristalli di ghiaccio. L'oscurità si ritira velocemente, segno che la battaglia è finita e la minaccia sventata.
La zona d'ombra svanisce, le piante lentamente perdono il loro colore nero, e l'aria torna a essere respirabile.
Alek torna a casa, dove Elmira lo aspetta appena fuori. Appena lo vede, entrambi sorridono. Quando atterra, iniziano a parlare.
"Ce l'hai fatta!"
"Sì! Sono tornato come promesso."
"Come lo hai trovato? Forte?" chiede Elmira, un po' preoccupata.
"Non particolarmente, non ho usato neanche metà della mia forza," risponde Alek.
Entrano in casa, e un momento di tranquillità li avvolge. Il salotto è caldo e accogliente, illuminato dalla luce tremolante del camino acceso. Le pareti di legno profumano di resina, e il morbido tappeto sotto i piedi attutisce ogni suono. Un senso di pace li avvolge, come un rifugio lontano dal caos del mondo esterno.
Ma l'atmosfera si rompe quando alla barriera che protegge la casa si avvicina di nuovo l'ufficiale, spaventato come sempre. Bussa e Alek arriva davanti a lui. L'uomo gli chiede con voce tremante: "C-che cosa è successo? S-sono stato mandato qui e... mentre venivo ho visto esplosioni... buio e-e..."
"Un essere malvagio era arrivato qui per me... ma la minaccia non è più presente."
"È-è andato via??" chiede l'ufficiale spaventato.
"No. È morto." risponde Alek in modo secco e preciso.
"A-ah... va bene allora... io vado."
E dopo aver chiuso la conversazione, Alek si lascia cadere pesantemente sulla poltrona:
"Mamma mia, questo ufficiale... non ci lascia in pace neanche un giorno solo."
Elmira ridacchia: "Beh, almeno restano tutti vigili, no?"
"Sì, hai ragione, nessuno deve abbassare la guardia."
